La Torre dello Ziro

Un'antica torre di avvistamento a picco sul mare, a mezza altezza tra Ravello e Amalfi. Un luogo idilliaco e, secondo la leggenda, teatro di sanguinosi eventi.

Questa facile e piacevole passeggiata conduce a uno dei luoghi simbolo della tormentata storia di Amalfi: le mura del Granducato di Amalfi con la Torre dello Ziro, una delle tante torri sparse lungo la Costiera Amalfitana usate per avvistare da lontano le flotte di saraceni che giungevano dal mare.

Da sapere prima di mettersi in cammino:
Località di partenza: Pontone.
Località di arrivo: Atrani.
Tempo di percorrenza: 2-3 ore.
Chilometri: 4-5 km.
Grado di difficoltà: facile.

Come arrivare alla Torre dello Ziro

Questo itinerario della Costiera Amalfitana, così come quello della Valle delle Ferriere, parte da Pontone, la piccola frazione di Scala, raggiungibile sia con gli autobus che partono da Amalfi, sia a piedi da Ravello attraverso un breve sentiero.

Dalla piazzetta del paese si prendono le scale di Via Fritto, si procede lungo la strada e dopo una decida di minuti si troverà sulla sinistra una rampa di scale che conduce fino ad Atrani.
Si prosegue diritto salendo alcune scalette e si gira a sinistra seguendo le indicazioni per la "Torre".

Dopo un po' si arriva alla base della scalinata di accesso alla Fortezza che anticamente costituiva parte delle mura del Gran Ducato d'Amalfi.

Ci troviamo a mezza altezza tra Ravello e Amalfi: alzando lo sguardo si ammira Villa Cimbrone, mentre in basso si stende il vallone del Torrente Dragone.

Una pineta, attraversata da diversi sentieri, circonda la Torre.
Dopo la visita alla Torre si può proseguire l'escursione scendendo per la rampa di scale che da Pontone conduce fino al centro di Atrani.

La storia della Torre

Gli abitanti del posto, soprattutto gli anziani, non amano molto recarsi da queste parti: la Torre infatti non è semplicemente una delle tante torri costruite per difendersi dalle incursioni dei Saraceni ma fu teatro di uno dei più sanguinosi episodi della storia di Amalfi.

Qui nei primi anni del 1500, fu rinchiusa, insieme ai suoi figli, Giovanna D'Aragona, detta "la Pazza".
La sua colpa era di aver stretto una relazione col maggiordomo di corte dopo essere rimasta vedova di Alfonso Piccolomini, duca di Amalfi, uomo dissoluto e corrotto al quale era andata in sposa a soli 12 anni.

La relazione all'epoca creò grande scandalo cosicché i fratelli decisero di imprigionare Giovanna e i suoi figli, ancora bambini, nella torre dove furono da loro stessi trucidati.

Non stupisce quindi che le leggende popolari considerino la Torre come un luogo popolato da fantasmi e da cui stare alla larga.

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