La Storia
Tanti anni fa, quando si arrivava a Positano,
si udiva, tra il silenzio e la quiete, solo il rumore delle macchine da
scrivere degli scrittori o il suono degli strumenti musicali degli artisti,
aristocratici intellettuali, che avevano scelto di vivere in questa
località per la bellezza del luogo, il clima mite, per i prezzi bassi e la
vita riservata che vi si conduceva.
Oggi Positano è lontana da quello stile di vita, e la folla di visitatori
quotidiana rende le sue strette strade, i vicoli, le scalette e gli angusti
passaggi, ancora più piccoli di quanto già lo siano.
Visitare questo borgo rimane un'esperienza unica ed indimenticabile.
Il nome
L'origine del nome di Positano si riconduce a due tradizioni. La versione storica vuole che esso derivi da Paestum, i cui abitanti si rifugiarono nella zona durante le incursioni dei pirati. L'altra versione vuole che il nome derivi da una voce che ripeteva "posa...posa...", udita quando, durante un trasporto per mare del quadro della Madonna, l'imbarcazione incontrò una fortissima tempesta. I marinai allora si ripararono nell'insenatura dell'attuale Positano e, appena deposto il quadro sulla spiaggia, la bufera finì.
Le origini
Le origini di Positano si perdono nella notte dei tempi, dove si
confondono storia e legenda. Come spesso accadeva in passato, il mito, che
sostituiva la mancanza di dati certi, vuole Positano fondata da Poseidone,
il dio del mare, per amore della ninfa Pasitea.
I Fenici e Greci, nei loro viaggi verso occidente, dovevano conoscere
questa contrada, allora forse abitata da Oschi o Piceni.
All'epoca dei romani Positano era il luogo da cui l'imperatore Tiberio si
riforniva della "farina sicura", non fidandosi dei prodotti che trovava
sull'Isola di Capri, perchè temeva le congiure.
Il paese si sviluppò attorno all'Abbazia Benedettina di S. Vito nel IX
secolo, e solo in seguito si è popolato, quando le incursioni dei Saraceni,
nel 915 d.C., costrinsero gli abitanti delle zone limitrofe a scappare e
cercare rifugio qui. La cittadella risente di questi influssi in molti
elementi dell'architettura.
Durante il periodo delle Repubbliche Marinare viene saccheggiata dai
Pisani, e cambia la propria architettura edificando strutture per la
protezione dell'agglomerato urbano dagli invasori che venivano dal mare.
Vennero edificate mura di protezione, vie strette e sinuose, case
arrampicate lungo la costa ad un altezza difficile da raggiungere e in
posizioni strategiche. Divenne inoltre un centro d'intensi traffici
marittimi, concorrente perfino di Amalfi tra il XV ed il XVII secolo.
In seguito fu feudo di alcune ricche famiglie napoletane, e solo alla fine
del 1700 tornò città regia. Poi cominciò il declino demografico che
continuò fino all'inizio del Novecento, quando fu "scoperta" dai tedeschi,
inglesi e americani.
Da questo momento in poi Positano subisce una nuova ascesa economica che
perdura ancora oggi. Fioriscono botteghe e piccole aziende nel settore
dell'abbigliamento, divenute così importanti da creare, con il suo stile,
la Moda Positano. Gli abiti delle sarte positanesi hanno imposto uno stile
riconoscibile con parei e corpetti stringati, vivaci e freschi.
Inizialmente a Positano si lavoravano la seta e la tela di iuta, in
seguito il merletto a tombolo e solo nel dopoguerra, per merito della
fantasia e l'attitudine al commercio degli abitanti, nasce la Moda Positano
dall'idea di utilizzare le "pezze", stoffe povere, per creare vestiti,
borse e costumi.
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